Il mercato del pesce e l'arte culinaria

mercoledì 17 febbraio 2010


Il 15 febbraio a Napoli c'è stata Vanessa Beecroft. Dopo aver girato il mondo esponendo le sue opere, è giunta proprio qui, nel mercato ittico di Napoli.
Le creazioni di quest'artista sono molto particolari ed emozionali. In questo caso il progetto V66 (il numero è progressivo in quanto fa parte di una serie di performance), consisteva nell'esposizione di 50 modelle nude sui banconi del mercato del pesce.

"Il Mercato Ittico di via Marina, un luogo vissuto e non un monumento vuoto è stato emblematico per questa mia nuova performance. La purezza architettonica del capolavoro di Cosenza con la gente che lo vive. Non è fiction, non è un set come la città in americana in cui abito, sede di Hollywood. Mi è sembrato quasi uno spazio spirituale, come entrare in una chiesa. Le 50 modelle napoletane convivono, in questo caso, con tanti frammenti di sculture, evocando immagini che la città ricorderà. Il frammento è come me e i miei disegni. Un arto può dare più informazioni di un corpo intero come la singola parola in un testo o come anche il pesce che viene quotidianamente venduto in questo mercato". (Vanessa Beecroft, intervistata da Stella Cervasio).

Un luogo spirituale, dove quotidianamente, alle prime ore del mattino, i pescivendoli iniziano la loro giornata. Prendono una bevanda calda, per il freddo, iniziano ad esporre le loro mercanzie. Tra voci, urla, il pesce fresco è lì pronto per iniziare il suo viaggio, dal mare alle bocche dei napoletani.
Un tripudio di sensi, la vista, l'udito, l'olfatto teso a farci sentire vivi. Le modelle sembrano statue, morte, ma avvicinandosi le si vede muoversi lentamente tra pezzi di statue, questa volta senza vita. Il freddo dei mercati ittici viene sostituito dal caldo immesso per riscaldare questi corpi nudi, l'odore acre di pesce che ha impregnato le pareti della struttura si mescola alla visione delle donne. Le urla dei pescivendoli lasciano spazio al silenzio, e il vociferare, questa volta, è di chi osserva...
Il mercato ittico, un luogo affascinante. Per quello che offre. Il pesce è il mio piatto preferito. Questo cibo, infatti, è delicato e forte contemporaneamente. Sfida la legge degli opposti, seguendo la filosofia del tao. Accostabile, quindi, al tè come bevanda che gli assomiglia. Mangiando pesce, o bevendo tè, non si capisce più dove finisce il tatto e inizia il gusto, o l'olfatto, ti suggerisce che è tutto un insieme da cui non si può prescindere.
Pur parlando del sud, mi piacerebbe proporre un accostamento gastronomico tra pesce nordico e tè (in fondo il mare non si divide in nord e sud).

Il Lapsan Souchong

Il Lapsang Souchong è un tè rosso cinese. Viene prodotto sul monte Wuyi, nella contea di Tong Mu Guang, al nord della regione del Fujian.
Ha foglie piccole, di colore ambra scura, si ottiene prima per ossidazione, poi per affumicatura delle foglie ottenuta con fuoco di pino o cedro.
Il Lapsang Souchong, dalla sua natura di tè rosso (nero per gli occidentali), e come conseguenza del processo a cui viene sottoposto (affumicatura, ossidazione), trae aromi di soja, di tostato e frutta secca, legno, fondo di bosco e fiori, talvolta di pancetta. Tutte queste caratteristiche sensoriali, rendono l'infuso adatto all'abbinamento con pesci robusti (tonno, merluzzi nordici, salmone).

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